venerdì 6 dicembre 2013

Karmacoma


Messaggio ricevuto da Marshall il giorno 06 Dicembre 2013 alle 11:02
[On]
[quando Moloko arriva al campo l'infermeria è tutta un fermento, di voci, dei camici delle infermiere che vorticano e si accalcano, delle grida dei soldati che bestemmiano il Core e i culi blu - vengono costretti fuori quando la voce raschiata di Lee ringhia qualcosa che Cortes non riesce a decifrare, tra lo stato confusionale e l'accento che sbava ogni parola del medico, ma suona parecchio volgare. Trascina la 'Leafer dietro a un paravento sterile, impreca, le tasta i lembi squarciati di stomaco e si torce a parlare con l'infermiera Sweez - la morettina graziosa che gli gira sempre intorno, a costo di rinnegare il suo vero nome; - fittamente, in ringhi nervosi. Le spiega che non può operare lì, devono spostarla nella sickbay, ma muoverla adesso è troppo rischioso e devono fermare l'emorragia con le schegge dentro, rimpolpare il sangue. Bisogna aiutare Moloko a respirare, o soffocherà durante la notte. Un'infermiera sparisce a razziare sacche di sangue - Marshall ha le mani ancora insanguinate quando afferra il tubo del respiratore e il divaricatore di metallo da cacciarle in gola. Prima d'intubarla, senza curarsi granché d'essere visto da chicchessia, l'afferra per i capelli con una mano rossa e si piega a baciarle la bocca avidamente, coi denti e la lingua, infilandole in gola un fiotto disperato di speranza e di rabbia.]
Nel riposo forzato, due occhi inquieti si dimenano sotto palpebre tremanti, la bocca di qualcuno che non ha forma ne consistenza, si incastra  nel vuoto di Cortes. Le scivola dentro mentre si butta in picchiata contro una scogliera rocciosa; è così luminosa che non riesce a vederne la fine, ne il suo inizio. Le dita affondando nei capelli incoronati da erba e fango. Il grido sordo di Lee si accascia nello stomaco facendo vibrare le costole, un rigurgito di sangue le esplode in gola, dilania il bacio e abbatte gli argini del silenzio. Gli sta correndo incontro ma il buio continua a farla inciampare.


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