Tre compagni mancano all'appello, sta sorgendo il sole e a lei tocca camminare avanti e indietro con le mani in tasca e un pacchetto di sigarette nei polmoni. Non riesce a starci troppo in quella cabina, se la sente stretta, vuota.
- rimbomba tutto - pensa, mentre il nootropam schizza nel sangue.
Fischia, il vento fischia come un razzo che sfiora un campo di grano, sta gelando e continua a muoversi con i muscoli intorpiditi. La discussione con Huck le risale alla gola tutta insieme, nausea acida che la costringe a gettare i palmi delle mani sulle ginocchia. Si accascia respirando a fatica per le aspettative e l'assenza di speranza, le bugie, il coraggio e le difficoltà di provare a diventare qualcosa di migliore accettando il fallimento.
Rovista nelle tasche cavandosi un c-pad e un'altra pillola. Nella nebbia intravede due spalle e dei capelli rivoltati di lato, spezzati da una striscia di pelle mal rasata. I tatuaggi scavano come una ruspa nei suoi ricordi. Non sta realmente vedendo qualcuno, è un'immagine sfocata, qualcosa che riesce per una frazione di secondo a far scoppiare la pressione in una risata.
'questo è perchè ancora nessuno ha chiesto al Djeval di costruire qualche fuoco d'artificio'
Il calore che monta dalle caviglie fino allo stomaco, servirà solo a farle sentire più freddo.
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